accesso agli atti amministrativi

Capita di frequente che l'immigrato, come anche il cittadino italiano, presenti una certa istanza (di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno, di ricongiungimento familiare, di concessione della cittadinanza italiana, ecc.) e gli uffici della Pubblica Amministrazione non diano alcuna notizia sul suo esito: la pratica cade nel dimenticatoio. Rimanendo passivi si rischia di sottostare eternamente alle lungaggini della burocrazia. Noi quindi consigliamo di intraprendere alcune iniziative, partendo dalla premessa che il libero accesso agli atti amministrativi, salvo alcuni casi particolari, costituisce un vero e proprio diritto stabilito dalla legge.

documenti amministrativi

Innanzitutto precisiamo che in alcuni casi stabiliti dalla legge il silenzio della Pubblica Amministrazione, decorso un certo termine, viene inteso come un diniego dell'istanza (silenzio-rifiuto) o comunque è sanzionato come un silenzio-inadempimento perché la legge prevede un termine preciso entro il quale il procedimento deve concludersi: in queste ipotesi il richiedente può agire direttamente in via giudiziaria per far valere il proprio diritto (così ad esempio succede se la Questura non risponde entro il termine di venti giorni all'istanza di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno). 

In molti altri casi, tuttavia, il richiedente ha bisogno di un determinato atto amministrativo, ad esempio perché deve proporre ricorso contro lo stesso: immaginiamo lo straniero che abbia subito un provvedimento negativo (come può essere il diniego della cittadinanza italiana) che non gli è stato notificato regolarmente e ha la necessità di trarne copia, sia per verificare la motivazione del diniego, che, eventualmente, per proporre ricorso.

Il diritto all'accesso agli atti amministrativi è previsto e disciplinato dalla Legge n. 241/1990.

Per accesso agli atti amministrativi s'intende la presa in visione, con diritto di estrarre copia, dei documenti amministrativi inerenti la pratica dell'interessato. L'esame dei documenti è gratuito. Il rilascio di copia, invece, è subordinato al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura. "Interessati" sono tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso.

Tutti i documenti amministrativi sono accessibili, ad eccezione di quelli indicati all'articolo 24, commi 1, 2, 3, 5 e 6 della medesima legge, e cioé:

  • i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e successive modificazioni, e nei casi di segreto o di divieto di divulgazione espressamente previsti dalla legge;
  • gli atti relativi ai procedimenti tributari, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano;
  • gli atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione della Pubblica Amministrazione, per i quali si applicano le particolari norme che ne regolano la formazione;
  • per i procedimenti selettivi, i documenti amministrativi contenenti informazioni di carattere psico-attitudinale relativi a terzi.
Inoltre, non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell'operato delle pubbliche amministrazioni.

A chi richiedere i documenti della propria pratica: l'istanza deve essere rivolta all'amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente. Essa deve indicare la motivazione per cui si richiede di prendere visione dei documenti. Allo stesso tempo, il rifiuto, il differimento e la limitazione dell'accesso da parte della Pubblica Amministrazione, ammessi solo nei casi e nei limiti stabiliti dall'articolo 24 sopra elencati, debbono essere motivati.

Cosa fare se la Pubblica Amministrazione non risponde alla richiesta di accesso ai documenti: se decorsi trenta giorni dalla richiesta l'istante non ha ricevuto risposta, questa si intende respinta. In questo caso, come anche qualora la Pubblica Amministrazione emetta un formale provvedimento di diniego dell'accesso, o di differimento dello stesso, il richiedente può presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale. 

Tuttavia, poiché per agire in sede giurisdizionale è previsto il pagamento di una somma non indifferente a titolo di contributo unificato (salvo che lo straniero usufruisca del patrocinio a spese dello Stato), lo Studio Legale Boschetti, prima di proporre ricorso, solitamente effettua dei tentativi per ottenere la documentazione necessaria in via bonaria. Ad esempio, mediante intimazione con lettera raccomandata a/r, oppure con sollecitazione scritta agli uffici gerarchicamente superiori a quello detentore dei documenti per cui si richiede l'accesso.

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